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14 Febbraio

laboratorio di art counseling

8 Febbraio

gruppi di sostegno

Da oggi, tra i miei percorsi, troverete anche i Gruppi di Sostegno, dedicati a chi condivide l´esistenza con una malattia cronica o degenerativa.

5 ottobre

nuovo gruppo di counseling

Io e la mia socia qui a fianco siamo qui per informarvi della nascita del Gruppo “Bogandedda” ( = tirala fuori) E’ dentro di Noi Abita in Noi Ma noi Non siamo Lei Lei si chiama Malattia Bogandedda… Gruppo di counseling in partenza dal mese di Novembre Modalità online (zoom) per dare a tutti/e la possibilità di esserci sempre dato che alcune non permettono in alcuni casi di uscire di casa Se sei una di quelle persone che all’improvviso si è ritrovata seduta in quella sedia ad ascoltare quel linguaggio medico che confluiva in una diagnosi di malattia che da lì in poi gli ha cambiato la vita …Bogandedda fa al caso tuo… Rivolto a chi condivide il suo corpo con una malattia degenerativa/ autoimmune. Sarà un gruppo dove chi come te si è trovato in quella sedia ha bisogno di condividere cos’è cambiato da quel momento potrà parlare ed esprimere ciò che sente e vive ogni giorno. Cos’è il Gruppo di Counseling: Uno spazio sicuro e non giudicante in cui persone con la stessa esperienza condividono emozioni e pensieri. I suoi benefici: -riduzione dello stigma -supporto emotivo -sviluppo delle risorse -crescita personale Se stai sentendo il bisogno di parlare questo gruppo fa al caso tuo. Scrivimi o visita il mio sito martapusceddu.counselor@gmail.com martapuscedducounselor.org #counselingservices #counseling #counselor #ascolto #emozione #pensieriprofondi #gruppo #gruppocounseling #condivisione #crescitapersonale #vita #malattia

30 agosto

accanto al nostro animale

30 giugno

nelle tue scarpe

Questa domanda può nascere dalla rabbia
e dentro quella rabbia c’è un “Mi Manchi”

15 giugno

edda promoter

5 giugno

la magia del gruppo

“Quando siamo parte di un tutto più ampio e siamo in grado di creare e sostenere questo luogo
simbolico la nostra forza aumenta, siamo sostenuti dall’energia di tutti e possiamo far fronte agli
ostacoli con maggior efficacia.”


IL COUNSELING DI GRUPPO
Prima di tutto mi sento brevemente di dire che il gruppo combatte gli agenti dispersivi della condizione umana, in primo luogo la frammentazione dei legami sociali ad opera delle attuali tendenze della nostra società e ri-costruisce il senso di comunità e di appartenenza, quella sensazione che interiormente fa dire “NON SONO SOLO/A, QUALCUNO MI CAPISCE”.
Il sentirsi un individuo unico, facente parte di un gruppo che insieme a lui si evolve, permette di soddisfare i bisogni di sicurezza, di appartenenza e di fiducia che sono fondamentali per soddisfare
il bisogno di conoscenza.
Il Counseling di Gruppo è uno spazio di condivisione in cui persone che stanno vivendo esperienze simili s’incontrano per condividere i propri pensieri e emozioni in un ambiente sicuro e non giudicante.
Il Gruppo è guidato da un Counselor che facilita la comunicazione e l’interazione tra i partecipanti,
promuovendo l’ascolto attivo e la costruzione di relazioni.
I Benefici della crescita personale in gruppo :
– si sperimenta Il “senso di comunità” quel sentimento che ci fa sentire appartenere ad un
gruppo, quel luogo dove ci si sente connessi gli uni con gli altri
– è un ambiente di supporto emotivo in cui i membri possono sentirsi compresi e accolti
– attraverso la condivisione si possono scoprire nuove risorse e potenzialità per affrontare le
difficoltà
– aiuta a migliorare le capacità comunicative e relazionali, favorendo la costruzione di
relazioni più sane e significative
– rappresenta un’opportunità per la crescita personale e lo sviluppo di una maggiore
consapevolezza di se’.

25 aprile

pet loss counseling

Morte di un animale da compagnia
“IL LUTTO DI CUI NON SI PARLA E’ UN LUTTO CHE NON GUARISCE”


La comunicazione fra esseri umani ed animali avviene su una base istintiva ed emozionale. E’ importante il significato che l’animale ha per noi e l’investimento affettivo che facciamo su di lui. La perdita di una relazione significativa, qualunque essa sia, comporta dolore. Anche in questo caso il dolore può essere molto intenso, variando da una persona all’altra in rapporto al carattere e al legame che la persona aveva con il suo animale. Molte persone provano vergogna nel farsi vedere addolorati e purtroppo alcune persone non riescono a capire quello che si può provare dopo la perdita di un animale da compagnia, qualunque esso sia.
Ogni tipo di dolore ritengo vada attraversato e vissuto per tutto il tempo necessario; non negato o tappato con soluzioni posticce. Credo sia importante riconoscere che : “ogni cosa o persona che si allontana, portando via con sé un pezzo di noi, ci lascia sempre altrettanto”.
Riconosciamo cosa abbiamo imparato, cosa ci è rimasto, accettiamo la perdita elaborandola senza escludere il confronto con ciò che perdiamo.
Da qui partiamo per ricostruirci, magari ancora migliori di prima.
La perdita del nostro animale e del legame che ci univa è qualcosa con cui facciamo fatica a vivere, è un lutto incompreso al mondo esterno, le persone che lo comprendono e lo rispettano sono poche e non sempre vicine a noi.
Sto organizzando un gruppo di condivisione che ha come tema la Perdita del nostro Animale. Se senti di volerne fare parte puoi contattarmi.
Il gruppo partirà dopo un tot di adesioni.

5 aprile

sono un counselor…


Sia durante il mio percorso di studi che dopo aver conseguito il diploma, quando qualcuno mi chiede cosa fosse il counseling, nonostante la mia spiegazione, cé sempre qualche incompresione. Questa professione, presente negli Stati Uniti e in Europa da tanto tempo, é bistrattata in Italia. La cosa non mi sorprende: infatti il nostro paese non investe abbastanza sulla salute mentale. Nel 2025 non si puó ignorare che “stare bene” é una questione psico-fisica e non solo fisica. Segue la definizione e la storia di questa professione, volutamente attinta dal sito internet della scuola dove mi sono formata. Ultima cosa che mi preme aggiungere: essere counselor non é solo una professione, ma uno stile di vita. Buona lettura.

Marta Pusceddu

Cos’é il counseling

Il termine Counseling indica un insieme di tecniche,  abilità e atteggiamenti per aiutare le persone a  orientare e sviluppare le potenzialità, promuovendone atteggiamenti attivi, propositivi e stimolandone le capacità di scelta. All’interno della relazione di counseling si lavora affinchè il cliente riesca a potenziare le proprie risorse e a creare le condizioni relazionali ed ambientali che contribuiscano al suo benessere. Si favorisce la consapevolezza dei propri meccanismi interiori che spesso spingono a comportamenti ripetitivi negativi, a processi di blocco, evitamento, ansia e conflitto; non mira a cercare l’origine delle difficoltà ma a far sperimentare al cliente nuove soluzioni, a stimolare un adattamento  creativo dell’organismo all’ambiente. Focalizza, quindi, la sua attenzione sulla salute del cliente, sul benessere e sulla prevenzioneAll’interno della relazione di counseling si lavora affinchè il cliente riesca a potenziare le proprie risorse e a creare le condizioni relazionali ed ambientali che contribuiscano al suo benessere. Si favorisce la consapevolezza dei propri meccanismi interiori che spesso spingono a comportamenti ripetitivi negativi, a processi di blocco, evitamento, ansia e conflitto; non mira a cercare l’origine delle difficoltà ma a far sperimentare al cliente nuove soluzioni, a stimolare un adattamento  creativo dell’organismo all’ambiente. Focalizza, quindi, la sua attenzione sulla salute del cliente, sul benessere e sulla prevenzione. Si occupa di problemi inerenti aspetti concreti della vita sociale, promuove  le risorse personali e psicosociali dell’individuo nel processo di crescita personale facilitando la produzione di un risultato utile e soddisfacente per sé.

Nella relazione di counseling non viene dato alcun consiglio, piuttosto è una forma di rapporto interpersonale in cui un individuo che ha un problema, ma non possiede le conoscenze o le capacità per risolverlo, si rivolge a un altro individuo, il counselor, che, grazie alla propria esperienza e preparazione, è in grado di aiutarlo a trovare una soluzione (Umberto Galimberti, Dizionario di Psicologia UTET).

All’interno della relazione di counseling si lavora affinchè il cliente riesca a potenziare le proprie risorse e a creare le condizioni relazionali ed ambientali che contribuiscano al suo benessere. Si favorisce la consapevolezza dei propri meccanismi interiori che spesso spingono a comportamenti ripetitivi negativi, a processi di blocco, evitamento, ansia e conflitto; non mira a cercare l’origine delle difficoltà ma a far sperimentare al cliente nuove soluzioni, a stimolare un adattamento  creativo dell’organismo all’ambiente. Focalizza, quindi, la sua attenzione sulla salute del cliente, sul benessere e sulla prevenzione.

 

Per quanto riguarda il territorio italiano, le radici del Counseling si possono rintracciare nella storia dell’assistenza sociale intorno agli anni ‘20 con carattere prettamente volontario (Margarone, 1994).

Il Counseling professionale, invece, prende avvio attraverso l’opera di Edoardo Giusti e Claudia Montanari, fondatori dell’ASPIC (Associazione per lo Sviluppo Psicologico dell’Individuo e della Comunità), che nel 1984 realizzano e avviano il primo corso di perfezionamento in Gestalt Counseling.

L’ASPIC è membro fondatore dell’EAC (European Association for Counseling) e membro della BAC (British Association for Counseling) della quale  recepisce il codice etico e deontologico.

La definizione vera e propria di Counselor nel nostro paese inizia ad essere utilizzata ufficialmente dagli anni ‘90, in quanto la legge n° 135 del 1990 denominata “Programma di interventi urgenti per la prevenzione e la lotta contro l’AIDS” sancisce l’importanza dei colloqui di Counseling prima e dopo l’aver effettuato il test per l’HIV (Di Francesco, 2006).

Un’altra tappa fondamentale dello sviluppo del Counseling a livello nazionale arriva dopo anni di attesa e battaglie parlamentari con la Legge n. 4 del 14 gennaio 2013, recante “Disposizioni in materia di professioni non organizzate”, entrata in vigore il 10 febbraio 2013. Il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro con la Legge n° 4 inserisce il Counseling tra le nuove professioni non regolamentate, cioè quelle professioni non inquadrate in albi professionali, ma che sono dotate di strumenti di formazione e autoregolamentazione adeguati agli standard europei (scuole professionali con esami d’accesso e conclusivi di abilitazione, tre anni di formazione, verifiche sull’attività degli iscritti, codice deontologico, tariffario vincolante). Il CNEL definisce il Counselor come la figura professionale che avendo seguito un corso di studi almeno triennale, ed in possesso pertanto di un diploma rilasciato da specifiche scuole di formazione di differenti orientamenti teorici, è in grado di favorire la soluzione di disagi esistenziali di origine psichica che non comportino tuttavia una ristrutturazione profonda della personalità.

Counselor è un operatore esperto della relazione d’aiuto, promotore del benessere psicofisico dell’individuo e della comunità; è un professionista che accoglie ed agevola  il cliente alla scoperta del proprio potenziale, favorendo una maggiore sicurezza di se ed auto-efficacia. Attraverso competenze relazionali e comunicative specifiche, accompagna i suoi clienti, nel rispetto dei loro valori guida, in un percorso di consapevolezza finalizzato alla presa di decisione responsabile su uno o più temi transitori che influenzano la qualità della loro vita (Spalletta, Germano 2006). Mediante ascolto, sostegno ed orientamento, aiuta a sviluppare le risorse e migliorare le relazioni extrapersonali, interpersonali ed intrapersonali del cliente.

Lavora con individui, famiglie, gruppi, organizzazioni o istituzioni che hanno bisogno di un orientamento per affrontare situazioni di difficoltà o momenti di crisi che possono ingenerarsi lungo il percorso esistenziale.

Il Counselor, inoltre, sa come fornire ai propri interlocutori spunti di riflessione che facilitino la definizione autonoma di piani per il cambiamento nel breve e medio periodo. La relazione di aiuto  è regolata da uno specifico ed esplicito accordo contrattuale (verbale o scritto) stipulato tra Counselor e cliente.

Durante il suo percorso di formazione, approfondisce e rinforza le competenze e le abilità necessarie e prioritarie per la creazione e gestione della relazione, per instaurare e mantenere un’alleanza di lavoro, per promuovere la partecipazione attiva del cliente per il raggiungimento degli obiettivi, per inviare la persona ad un altro professionista nel caso in cui necessitasse di un intervento clinico; per facilitare nel cliente il riconoscimento dei punti di  forza e risorse creative, fornire restituzioni e rinforzi positivi per il consolidamento dell’autostima, progettare, attuare e verificare il piano d’intervento concordato con il cliente tenendo in considerazione le sue risorse, la sua richiesta e le sue esigenze e verificare  raggiungimento degli obiettivi concordati, chiudere il rapporto.

All’interno del suo specifico percorso di crescita personale il counselor impara a riconoscere, conoscere e prendere consapevolezza delle sue emozioni, dei suoi meccanismi interni, delle sue competenze e abilità; impara a lavorare per primo su di sé per poter essere realmente un facilitatore congruente ed empatico. Acquisisce e rinforza le abilità relazionali e di accoglienza, l’empatia, l’ascolto attivo, le capacità comunicative e linguistiche, la consapevolezza di sé –verbale, non verbale, emotiva- , capacità di problem solving e flessibilità di pensiero (Giusti, Spalletta 2012).

Fonte:

https://www.aspicsardegna.it/info-counseling